Sento, voglio, faccio: il trittico della spontaneità e del benessere psicofisico è dato dalla capacità di entrare intimamente in contatto con i propri vissuti emotivi.

Nel lavoro clinico vengono spesso raccontati dal paziente ritmi di vita ed azioni quotidiane messe in atto senza che il comportamento sia stato pienamente scelto, senza quindi consapevolezza. La conseguenza diretta è che la persona non si sente soddisfatta, non prova giovamento o, peggio ancora, percepisce vissuti di inutilità e senso di vuoto. Questo stato di inquietudine, sporadica o frequente, diventa poi insoddisfazione per la vita più in generale.

La psicoterapia parla spesso di  “consapevolezza” ossia apertura al rendere limpidi i bisogni, quindi le scelte ed in ultimo le azioni. Consapevolezza è principalmente linearità: tra sentire un’emozione, individuandola chiaramente, percepirne la voluttà, tale da invitare l’azione che ne consegue. Ogni qual volta questa linearità viene rispettata, la persona vive un diffuso senso di benessere. Non va interpretato come egoismo, o bisogno di soddisfare esigenze superficiali, ma come capacità di fermarsi, respirare, ascoltare se stessi e le sensazioni corporee. Entrare in contatto con le emozioni vuol dire accedere al mondo interiore e percepire sensazioni di pienezza. Spesso quando manca uno dei tre cardini del benessere psicofisico, o vi è la polarizzazione di un elemento a scapito di un altro, le vita stessa è scompensata. Ad esempio l’azione, il fare, se non sostenuta dall’emozione, il sentire, rende un senso di frenesia accompagnata tuttavia da vuoto cronico.

La nevrosi è sintomatica quindi quando la spontaneità di questo processo si spezza.

Entrare in contatto con l’emozione, prenderne consapevolezza e contestualizzarla, è il primo passo per sentirsi presenti a se stessi. Percepire l’emozione che stiamo vivendo ci permette di accedere ad un desiderio, capire cosa vogliamo veramente e di cosa abbiamo bisogno. Individuato il bisogno, in ultimo, possiamo definire l’azione più opportuna al contesto ed al nostro stile relazionale e di vita. Si giunge così all’ultima fase del processo: faccio.

Quando vi sentite bloccati in una situazione di disagio o confusi su una scelta da intraprendere, provate ad attraversare questo processo, dall’interno verso l’esterno, dal sentire all’agire.

La vita vissuta con consapevolezza è fonte di felicità.

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