Certificato_di_nascita1Articolo pubblicato su “FreeTime” febbraio/marzo 2011.

D: Quali le difficoltà che una coppia deve affrontare davanti alla nascita di un figlio?

R: La difficoltà maggiore all’interno del sistema coppia consiste nel sapere accomodare la relazione coniugale con l’inclusione degli aspetti genitoriali. Emergono nuove problematiche per le coppie con la nascita di un figlio, la cui adeguata risoluzione eviterà lo strutturarsi di criticità nel sistema famiglia, in particolare: la divisione dei compiti genitoriali, organizzativi e lavorativi, e la definizione dell’affidamento del bambino, finalizzata a lasciare spazio all’intimità di coppia per non perdersi nella esclusiva dimensione della genitorialità.

D: Questi nove mesi in che modo vengono vissuti dai futuri papà e mamma?

R: L’attesa di un figlio innesca un percorso di risoluzione di un bisogno dell’organismo che si prepara all’ingresso verso un nuovo momento nel ciclo vitale personale e di coppia. Diventare genitori è un processo che affonda le sue radici nella storia personale di ciascuno, influenzato dalla società e dalle aspettative. Il modo in cui ogni persona si prepara ad affrontare questo evento esprime il paradigma delle sue strutture psichiche profonde, ristrutturando l’idea di sé in relazione alla nascita di un figlio. Il periodo gestazionale scandisce quindi anche un tempo psicologico, preparando al salto verso una nuova dimensione e mettendo a confronto le aspettative e le fantasie passate con la realtà e l’attualità dell’evento.

D: In quale momento ci si sente realmente genitori, anche se ancora il bimbo non è nato?

R: Un figlio apre lo sguardo verso una nuova dimensione: dalla coppia alla famiglia. Sin dalla gestazione ci si prepara a “far posto” al bambino, a livello psicologico, sia all’interno della coppia che nel nucleo allargato. Ciò impone un cambiamento nella definizione dei ruoli lungo la linea verticale, infatti i figli diventano genitori a loro volta. Questo processo di modificazione delle relazioni inizia precedentemente alla nascita del bambino, l’idea del figlio da avvio infatti al percorso della coppia verso la genitorialità.

D: Il momento del parto può essere ricondotto ad una vera e propria partenza, in che senso?

R: Certamente. Occorre spiegare il significato psicologico del parto nell’esistenza di una donna. “Partorirai con dolore” recita la Genesi. Questo ammonimento non deve essere letto in maniera punitiva. Il dolore infatti fa parte dell’esistenza umana, è parte integrante della vita. Il dolore è educativo, il dolore è cambiamento, il dolore è crescita. L’attraversamento del dolore permette di ridefinire la persona e le sue potenzialità. Partorirai con dolore può essere riletto con “crescerai nel dolore” o meglio ancora “rinascerai nel dolore”, intendendo così il passaggio dallo stato di donna alla dimensione di mamma.

D:Quando la paura ha il sopravvento, in che modo riportare il tutto nella naturale logica delle cose?

R: Durante il travaglio le sensazioni sono fortissime, vibrazioni mai provate, paura di non farcela, perdita dei propri confini al punto da sentire quasi di non ritrovarsi più. E’ necessario quindi per ogni gestante sperimentare e vagliare la disponibilità del sostegno ambientale, intendendo il personale paramedico o piuttosto l’organizzazione della struttura ospedaliera o ancora la presenza del proprio compagno, in quanto può essere utile per lasciarsi andare liberamente ad un’esperienza intensa. Personalmente la voce rassicurante ed incoraggiante di mio marito mi ha ridato il senso e la dimensione di cosa stavamo vivendo e di che momento stavamo attraversando, insieme. La presenza piena e concreta dell’altro aiuta a mantenere un buon adattamento psichico agli eventi che si susseguono, sostenendo il naturale cambiamento verso la nascita.

D: Quando ritiene sia necessario che la coppia sia seguita anche da uno psicoterapeuta?

R: Ritengo necessaria la figura dello specialista sin dalla gestazione, come confermano i sempre più frequentati corsi di preparazione al parto, in cui lo psicoterapeuta è di accompagnamento e di supporto non solo per orientare la coppia verso la prossima genitorialità, ma anche per la preparazione al travaglio ed al parto. Seguendo l’evidente aumento dei casi di depressioni ed anche psicosi post-partum è utile implementare l’impegno alla sensibilizzazione delle coppie verso i processi psicologici del diventare madre e padre. Occorre inoltre sostenere la cultura del parto “al maschile”, improntando e promuovendo corsi di preparazione al parto destinati alle coppie e non solo alle donne ed ai processi psichici della gravida e della partoriente, ma anche alle aspettative ed alle necessità dei futuri genitori, vista inoltre la maggiore accoglienza e disponibilità dei papà in sala parto. La nascita di un figlio rappresenta infatti un momento evolutivo fondamentale anche per l’uomo come individuo oltre che per la coppia come sistema.

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